Consorzio di Tutela e Valorizzazione dell'olio Extra Vergine di Oliva D.O.P. Bruzio


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Saracena

Territorio > Fascia prepollinica

Saracena è un comune italiano di 4.116 abitanti[1] situato nella parte settentrionale della provincia di Cosenza in Calabria, confinante a nord con i comuni di Morano Calabro, San Basile e Mormanno, a est con Castrovillari, a sud con Firmo, Lungro ed Altomonte e ad ovest con Orsomarso. Il mar Ionio dista circa 45 km (lungo la SS 534), il mar Tirreno circa 60 km. Saracena è situata su una collina rocciosa che si sviluppa sul versante est della valle del fiume Garga ai piedi dei Monti di Orsomarso, questi ultimi appendice meridionale del Parco Nazionale del Pollino. A pochi chilometri dal centro abitato si trova la Grotta di San Michele Arcangelo detta comunemente Grotta di Sant' Angelo, un'ampia cavità carsica che si apre a 750 m s.l.m. nella parete calcarea ad ovest del fiume Garga. Fra le altre risorse naturalistiche si annoverano il Monte Caramolo che con i suoi 1827 m s.l.m. è il punto più alto del territorio comunale, il Piano di Novacco, il Piano di Masistro, il Timpone Scifariello e il laghetto di Tavolara. La superficie territoriale è di 111,51 km², con una densità di 37 ab/km². Il territorio comunale risulta compreso fra i 92 ed i 1.827 metri s.l.m., con un'escursione altimetrica complessiva pari a 1.735 metri. Si vuole che Saracena discenda dall’Antica Sestio, fondata dagli Enotrii, come riferiscono Stradone, Stefano di Bisanzio e Padre Fiore, nella sua “Calabria Illustrata”, (così parla di Saracena) “Terra antichissima è la medesima che già fiorì col nome di Sestio, edificata dagli Enotrii”. Secondo i calcoli del suddetto Padre Fiore, Sestio sarebbe stata fondata intorno al 2256 a.C., e nel 900 dell’era cristiana, venne conquistata dai Saraceni i quali vi fissarono la loro sede. Ma poco dopo, l’esercito imperiale di Costantinopoli assalì e distrusse la città. A ricordo di questa leggenda, raffigurata anche in un antico affresco sul frontespizio della cappella di S. Antonio e nella sacrestia di S. Maria del Gamio, nel timbro comunale e nel gonfalone di Saracena, viene raffigurata una donna che fugge, avvolta in un lenzuolo, con intorno la scritta: “Universitas terrae Saracinae”.




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