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Rossano

Territorio > Colline Joniche Presilane

Rossano (erroneamente definito "Rossano Calabro") è un comune italiano di 38.537 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria.
La città di Rossano si trova nella fascia orientale della piana di Sibari tra la Sila e la costa ionica. Il territorio comprende anche parte delle alture che precedono la Sila e il comune fa parte della Comunità montana Sila Greca e ne ospita la sede.

Il territorio comprende terreni di diversa origine geologica, con caratteristiche differenti (rocce, argille, sabbie), alle quali corrispondono diversi tipi di flora. Dal punto di vista paesaggistico dominano le culture arboree (uliveti, agrumeti e frutteti). In zone prossime alla costa sono inoltre presenti pioppeti. Esistono nel territorio due alberi di quercia monumentali (una farnia e una Quercus virgiliana).
Rossano trae il suo nome dal greco "rusion" (che salva) e "acron" (promontorio, altura) da cui derivano le versioni medioevali “Ruskia” o “Ruskiané” o “Rusiànon”; dal nome della famiglia romana alla quale potrebbe essere stato affidato il governo del “Castrum” e che avrebbe dato il nome di “Roscianum” al centro urbano. Si presume sia stato fondato dagli Enotri intorno al XI secolo a.C.,passò sotto il controllo magno-greco (VII-II secolo a.C.) e successivamente divenne l'avamposto romano nel controllo della Piana di Sibari e nell'infruttuoso tentativo di conquista dei territori montuosi della Sila, allora occupati dai Bruzi. Nel II sec. l'imperatore Adriano vi costruì un porto capace di accogliere 300 navi. Tra il 540 ed il 1059 Rossano visse una fase di grande splendore sociale, artistico e culturale sotto il dominio dei Bizantini: la sua posizione strategica la rese appetibile meta di conquista da parte di numerosi invasori (Visigoti, Longobardi, Saraceni) ma non fu mai espugnata. Importante centro politico-amministrativo nonché capitale dei possedimenti dell'Impero di Bisanzio, in qualità di centro militare nel 951-952 fu sede dello Stratego e si guadagnò il titolo, ancor oggi in uso, de "La Bizantina". Le numerose testimonianze artistiche ed architettoniche di quel periodo le valsero inoltre l'appellativo di "Ravenna del Sud".

Nei secoli successivi passò prima sotto il dominio dei Normanni (1059 – 1190) e poi degli Svevi (1190 - 1266) conservandosi città regia e quindi libera Università, fino alla politica di infeudazione seguita dagli Angioini (1266 - 1442), e poi dagli Aragonesi (1442 – 1504) e dagli Spagnoli (1504 - 1714), quindi proseguita sotto il viceregno austriaco (1714 – 1738) e con i Borbone (1738 – 1860). Ne furono feudatarie le famiglie Ruffo, Marzano, Sforza di Milano, Aldobrandini e Borghese di Roma; Bona Sforza d'Aragona, Regina di Polonia e Granduchessa di Lituania, dal 1524, in successione di sua madre Isabella, fu anche Principessa di Rossano e Duchessa di Bari.

Alla fine del XVIII secolo, Rossano entrò a far parte della breve esperienza della Repubblica Napoletana (1799) e durante il decennio francese (1806 - 1815),abolita la feudalità, ebbe un crescita politica e sociale, pregiudicata, però, dal devastante terremoto del 1836. Già sotto il decennio divenne Capoluogo di Distretto (28 Comuni), sede di Sottointendenza, Capoluogo di Circondario e sede del Giusticente; con l'unità fu sede di Tribunale 1865 , di Corte d’Assise 1875 e del Distretto Militare e dal 1894 al 1926 sede di Sotto-Prefettura. Ancora nella seconda metà dell’800, fu centro di numerosi circoli culturali e produsse vari giornali e periodici; nel 1876 fu inaugurato il tronco ferroviario Jonico e, dopo qualche anno, beneficiò della prima illuminazione elettrica e delle prime centrali termoelettriche della Calabria.

Nel '900 Rossano ha vissuto tutte le vicende che hanno caratterizzato la vita politica e sociale del Meridione ed in definitiva dell'Italia intera: la Resistenza e le lotte di Liberazione, l’emigrazione, la ricostruzione della vita civile e democratica ed infine l'aspettativa del benessere sociale e materiale.






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