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Lungro

Territorio > Fascia prepollinica

Lungro (Ungra in arbëreshë) è un comune italiano di 3.325 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria.

Tra i centri più importanti delle comunità Arbëreshë, sito a 640 m s.l.m e distante 67 chilometri dal capoluogo della omonima provincia, è la capitale religiosa degli italo-albanesi continentali, sede dell'Eparchia bizantina di rito greco-bizantino, che raccoglie sotto la propria giurisdizione tutte le comunità Arbëreshë che hanno conservato il rito orientale. Essa, anche attraverso altre istituzioni, preserva e tutela la lingua, gli usi, il patrimonio religioso e culturale della minoranza etnica e linguistica storica Albanese di Calabria. Il comune fa parte della più grande riserva naturale d'Italia, il Parco nazionale del Pollino.
L’abitato è situato alle falde del monte Petrosa a 650 mt s.l.m. nell'altopiano di Campolongo, ed è fiancheggiato da due fiumi: il Galatro e il Tiro. Confina ad est con il territorio del comune di Saracena, a sud con quelli di Firmo e Altomonte, a nord-ovest con il territorio di Acquaformosa. L'ambiente è prevalentemente montagnoso verso la parte settentrionale, con boschi di faggio e castagno, mentre nella parte meridionale con vigneti e colture miste a rotazione. Il paese apre un'ampia veduta, che si estende sino alla piana di Sibari, ed è circondato da campi coltivati, a parte il lato a monte ove è presente vegetazione spontanea che anticipa le amenità floreali e faunistiche. È uno dei Comuni in cui è presente il Pino Loricato.

Lungro è un piccolo centro greco-albanese, fondato alla metà del XV secolo, sviluppandosi intorno ad un monastero Basiliano, nelle terre donate in vassallaggio nel 1156 dal feudatario Ogerio del Vasto di Altomonte. Gli albanesi (emigrati dall'Albania in seguito dell'invasione turca, guidati dal condottiero Giorgio Castriota Scanderbeg (in albanese Gjergj Kastrioti Skënderbeu) popolarono il casale intorno al 1486 e furono accolti dall'Abate Paolo della Porta con il benestare del principe di Bisignano, Geronimo Sanseverino. Nell'anno 1525 i Basiliani abbandonarono il monastero che si trasformò in Commenda a disposizione del Pontefice e i Lungresi seppero resistere ad ogni tentativo di giurisdizione civile e politica dei feudatari. Nel 1768 gli albanesi di Lungro tenacemente intrapresero la difesa del proprio rito liturgico greco-bizantino, poiché, provenienti dall'Albania meridionale, dall'Epiro e dalla Grecia, erano sotto la giurisdizione del Patriarca di Costantinopoli. Per secoli, grazie anche all'opera della Chiesa, hanno continuato a mantenere il proprio rito come elemento della propria identità. Così si definì Religione Cattolica perché unita a Roma, greco-bizantina per l'unione con l'Oriente e il credo nella teologia spirituale.

L'Eparchia di Lungro è il fondamentale punto di riferimento per gli italo-albanesi continentali, e continua a custodire la tradizione religiosa, linguistica e l'identità culturale arbëreshë. La diocesi venne creata il 13 febbraio del 1911 da Papa Benedetto XV e il primo Eparca fu Giovanni Mele, cui succedettero Giovanni Stamati ed Ercole Lupinacci.





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